PREVISIONI STAGIONALI MAGGIO-GIUGNO-LUGLIO 2013

IL METEO DEL NONNO

Blog di previsioni meteo a cura di Nonno_rodano

SAT

sabato 20 aprile 2013

PREVISIONI STAGIONALI: MAGGIO FRESCO,GIUGNO STABILE E LUGLIO MOLTO PIOVOSO?

Riprendiamo l'aggiornamento del blog con un punto sulle consuete previsioni stagionali riguardanti la seconda parte della primavera e la prima parte estiva. Non possiamo non soffermarci però su quanto avvenuto durante questo inverno,un inverno che potremmo definire "caldo" per la nostra penisola anche se probabilmente la sensazione avvertita da molti non coincide con le termiche avute.
Tuttavia se si considera la vasta porzione d'Italia che si trova a sud del Po possiamo tranquillamente notare come l'isoterma di -5°C ad 850 hpa, utilizzata convenzionalmente per individuare discese di aria fredda durante il trimestre invernale, si sia affacciata in rarissime occasioni,e sempre per periodi di tempo estremamente limitati,raramente per più di 24 ore.
A nord non si è andati molto lontani da tale situazione,mentre un discorso diverso vale per la neve,la quale è riuscita a cadere nonostante termiche in quota none esaltanti. Il freddo al suolo dunque non è coinciso con quello in quota,almeno sul nostro paese,ma anche questa affermazione rischia di essere sbagliata se allarghiamo lo sguardo alle regioni subito a nord delle Alpi.
Sull'europa centrale,quella orientale e la Gran Bretagna infatti è in atto una vera e propria "piccola glaciazione",e questo già da quattro inverni consecutivi. Anche quest'anno infatti abbiamo avuto termiche da record che hanno investito questi paesi per periodi molto lunghi,determinando uno degli inverni più freddi degli ultimi 100 anni,situazione più o meno identica a quella degli inverni 2008-2009,2009-2010,2010-2011,2011-2012. E' evidente che 4-5 inverni consecutivi non possono considerarsi una casualità,soprattutto perchè alcuni indici anche molto importanti si sono presentati anche di segno opposto in questi cinque anni,senza però riuscire a cambiare il risultato complessivo (gelo sull'europa centro-occidentale); ciò significa che deve esserci un "indice" di portata superiore,che è al momento predominante,e che impone una nuova fase climatica all'Europa, un indice (o più probabilmente una coppia di indici come vedremo) che mette in secondo piano mostri sacri della previsione teleconnettiva come ENSO (NINA o NINO) e QBO,i quali possono solo apportare delle "rifiniture" ad un quadro complessivo.
 Emblematici in tal senso i Dicembre 2009 e 2010,quando con ENSO opposti e di grande intensità il risultato è stato il medesimo con un vortice polare a pezzi ed una permanente elevazione azzorriana verso nord-ovest,oppure i Novembre/Dicembre 2011 e 2012 quando con QBO opposte il vortice polare stratosferico ha mostrato i muscoli con addirittura due Strat-Cooling consecutivi!
I due grandi protagonisti non possono che essere l'anomalo ciclo solare,con la nostra stella avviata ormai verso un minimo epocale,e l'anomalia negativa dei ghiacci,due fenomeni che probabilmente sono strettamente legati. Il minimo solare come sappiamo infatti determina un riassetto delle anomalie delle superficie degli oceani nell'emisfero nord,soprattutto del nord atlantico,e ciò ha un effetto drammatico sui ghiacci,soprattutto in zona est-Canada e Mar di Kara. Si innescano così una serie di reazioni a catena che portano a numerose conseguenze,forse le più importanti delle quali potrebbero essere:

1) Aumento dell'estensione dello snow-cover euro-asiatico: inverni europei gelidi con vortice polare troposferico zoppicante e vortice polare stratosferico molto molto forte (frequenti strat-cooling in tardo autunno e MMW nella seconda parte invernale)

2) Estati dominate dall'anticiclone africano sul mediterraneo a causa delle anomalie negative in atlantico (NAO negativa) che nella stagione estiva,quando il vortice polare è pressochè inesistente,promuovono cut-off depressionari in pieno oceano e conseguenti risalite di aria tropicale sul nostro paese

Mentre il punto 2,soprattutto nella seconda parte delle nostre estati,potrebbe diventare alquanto scontato,il primo punto si realizzerà nei prossimi anni quasi ogni inverno sull'europa centro-occidentale. Sul nostro paese invece vivremo inverni altanelanti,dove i più caldi saranno simili a quello appena passato (quindi comunque molto nevosi al nord),i più freddi molto simili al febbraio 2012 e i più comuni freddi e nevosi al centro nord sullo stile dei Dicembre 2009 e 2010. Se si dà un'occhiata all'attività solare si intuisce che a partire dalla seconda parte 2013 la nostra stella dovrebbe risprofondare in un minimo relativo,di conseguenza i due punti di sopra tenderanno ad estremizzarsi fin verso il 2025,estremizzazione che potrebbe riservare comunque anche dei colpi di scena in senso opposto!
Discorso molto più delicato per le stagioni di transizione,quali primavera ed autunno. Gli autunni potrebbero iniziare molto caldi e con frequenti fenomeni alluvionali a causa dell'aumento dell'energia in gioco,mentre conlcudersi freddi ma siccitosi,a causa dell'estensione verso ovest dell'anticiclone siberiano che sorgerà sempre più in anticipo.
Le primavere invece,grazie ad un vortice polare stratosferico in buono stato di salute, potrebbero tardare ed essere contraddistinte dall'alternanza di periodi freddi e piovosi a vere e proprie ondate di caldo afoso.
Dopo questa analisi a lunghissimo termine restringiamo il campo ai mesi di Maggio e Giungo con un accenno anche a Luglio.
Come sappiamo in primavera diventano determinanti le anomalie delle SST oceaniche,anche se non possiamo non considerare l'anomalie del comportamento solare,e quindi dare maggior peso ad anni compresi nel gruppo dei 2000 piuttosto che ad altri molto distanti anche se forse più affini. Comparando i principali indici (ENSO,SSTA,PNA,PDO,QBO e SOLAR FLUX) otteniamo in particolare due anni molto simili a questo 2013 (fotografato a marzo e nella prima metà di aprile): il 1951 e il 2006. Molto interessante proprio per quanto detto prima il 2006 che,oltre ad una notevole affinità nelle SSTA,fa parte degli "anni recenti" e dunque ha in comune la ridotta attività solare.
Dalla reanalisi dunque si ottengono le seguenti indicazioni:

- MAGGIO 2013: Mese nel complesso termicamente sotto-media,con possibilità di fasi fredde,soprattutto al centro-nord e soprattutto nella prima e nell'ultima parte. Le precipitazioni risulteranno in media o sopra-media tranne che sul centro del paese (toscana merdionale-lazio-marche). La parte centrale del mese potrebbe vedere l'arrivo di una breve ma intensa fase di caldo africano soprattutto sui settori sud-orientali. A livello europeo molto freddo su europa centro-orientale,molto piovoso su quella centro-occidnetale.

- GIUGNO 2013: Giugno potrebbe vedere un'anomalia quasi opposta,con l'instaurarsi di una vasta zona di alta pressione proprio sull'europa centro orientale,una situazione vista molto spesso nelle ultime estati,con la siberia che dopo i record di gelo invernali ha fatto registrare record di caldo,siccità ed incendi nel trimestre estivo. Gran parte del vecchio continente si troverà alle prese con temperature sopra media,mentre sul nostro paese le termiche dovrebbero attestarsi sui valori tipici del periodo,con precipitazioni però ridotte al centro-nord e lievemente sopramedia al sud. Ancora una volta il probabile mantenimento di un tripolo da NAO negativa potrebbe favorire fiammate africane,anche se probabilmente non troppo durature.

- LUGLIO 2013: Le anomalie positive di geopotenziali potrebbero migrare verso ovest,spostandosi quindi dalla siberia verso l'europa centrale. Le conseguenze sarebbero un mese di luglio torrido sull'europa centro-occidentale,con una robusta zona di alta pressione che però avrebbe la sua radice sub-tropicale molto spostata verso est,passando sopra turchia ed europa orientale. Il fianco occidentale,soprattutto a sud delle alpi,risulterebbe così scoperto ed esposto a frequenti perturbazioni in ingresso da ovest,con mediterraneo esposto a numerosi fronti temporaleschi. In questo caso avremmo un luglio molto piovoso soprattutto al centro nord e lungo i versanti tirrenici.

sabato 23 febbraio 2013

NEVE AL CENTRO-NORD e TOSCANA!

Nonostante la delusione già discussa riguardo a possibili eventi gelidi sul mediterraneo che invece non si sono verificati il centro-nord della nostra penisola è alla prese con una nuova fase nevosa,la terza,la quale contribuirà a ricordare questo febbraio 2013 come un ottimo mese al nord e sulle colline del centro. Stavolta la neve potrebbe cadere al piano anche in toscana,sebbene le termiche sian come sempre al limite.
Un nucleo di aria molto fredda è trsansitato sulle alpi,coinvolgendo anche la pianura padana,e si è diretto verso ovest,seguendo un traiettoria piuttosto occidentale tipica delle discese fredde di questo 2013. La deriva occidentale sta attivando richiami umidi da sud-ovest,dallo scontro di queste diverse masse di aria sono scaturite le nevicate al piano di ieri su gran parte del nord e a bassa quota sulla toscana. Oggi pomeriggio avremo invece l'arrivo di una perturbazione più organizzata che abborderà le coste toscane e muoverà verso est.
 Questa perturbazione porterà intense precipitazioni ed un richiamo caldo che mitigherà in parte l'aria fredda presente sulla pianura padana. Tuttavia alle quote medie la permanenza di venti da nord-est consentiranno l'afflusso di aria fredda mantenendeo le temperature al suolo compatibili con la neve al piano (anche in virtù di una colonna d'aria con dp accettabili) nonostante la mancanza ad 850hpa di temperature particolarmente negative.
La neve comincerà a cadere nel pomeriggio su gran parte del nord ed in particolare molto forte su toscana ed emilia fino al piano. Mentre sull'emilia non vi saranno problemi con neve al piano in intensificazione dal pomeriggio sera ed accumulo particolarmente rilevanti sul bolognese,sulla toscana il richiamo caldo potrebbe sfavorire le province settentrionali ad eccezione di pistoia e prato,mentre quelle centro meridionali dovrebbero essere raggiunte per prime dalle precipitazioni e dunque vedere neve.
Sulla nostra regione in serata il richiamo caldo potrebbe determinare pioggia mista a neve o anche solo pioggia in particolare nelle ore centrali della notte tra sabato e domenica,per poi tornare a neve nelle prime ore di domenica quando aria fredda affluirà da ovest. Sul resto del nord invece non dovrebbero esserci problemi,con neve al piano praticamente ovunque fatta eccezione per le coste del FVG dove potrebbe non reggere l'isoterma 0 ad 850hpa e dunque girare in pioggia nella notte tra sabato e domenica.
Per la Toscana potrebbe non essere finita qui! Dopo una giornata di domenica iniziata con neve e proseguita con forti venti di tramontana,cieli coperti e nevischio infatti nella serata di domenica una nuova perturbazione potrebbe attivarsi da ovest.
I venti girerebbero stavolta da Libeccio mentre la -5 ad 850hpa garantirebbe il freddo necessario a nuove nevicate. Il tempo potrebbe nuovamente peggiorare con nevicate in pianura a partire dalle province nord occidentali in estensione anche alla piana FI-PO-PT in serata e neve al piano nella notte e fino alla mattina di lunedì su gran parte della regione. Probabilmente l'occasione migliore dell'inverno 2012-2013 per la toscana  si concretizerebbe dunque nelle prime ore di Lunedì.
Ricordiamo comunque che la situazione è vermanete molto al limite come termiche,dunque sarà necessario un costante monitoraggio,in quanto la differenza tra pioggia e neve si giocherà al centesimo di grado!

MMW di gennaio: è stato davvero un fallimento?

Eccoci finalmente nuovamente in grado di aggiornare il blog dopo i problemi tecnici degli ultimi due mesi. Impossibile non ripartire dalla grande delusione scaturita dalle grandi attese per gennaio-febbraio che si sono poi rivelate vane per quanto riguarda la nostra penisola. Ricordiamo infatti che attorno al 6-8 gennaio alla quota di 10hpa abbiamo assistito ad uno split del vortice polare con inversione dei venti zonali e separazione dello stesso in due lobi,uno canadese l'altro siberiano.
Il NAM, come logico in questi casi,è precipitato su valori nettamente negativi,e le previsioni di quasi tutti i Longers,professionisti o meno, hanno virato verso il gelo storico per l'Europa ed il mediterraneo. La stratosfera infatti ha lavorato benissimo,e la dinamica di split è rimasta attiva alle quote comprese tra 5 e 30hpa per un periodo temporale veramente ampio,tanto da farci credere a qualcosa di veramente rilevante a livello storico. Tuttavia come sappiamo in troposfera non si è arrivati alle stesse conseguenze,anche se come vedremo la nostra percezione spesso è anebbiata dagli effetti sul nostro orticello,infatti l'MMW si è propagato con le sue conseguenze anche in troposfera,semplicemente nel suo abraccio non ha compreso il mediterraneo,non in modo diretto almeno.
Per prima cosa partiamo dalla famosa e contestata propagazione,per molti non vi sarebbe stata e gli effetti del Major Middlewinter Warming si sarebbero fermati in alta stratosfera,ipotesi contemplata in lungo ed in largo sui vari forum quando ancora il possente warming era soltanto previsto e non effettivo.
Come si può invece osservare dalla carta delle anomalie di geopotenziali (fig 1) gli effetti del warming si sono diffusi con le caratteristiche tre pulsazioni fino in troposfera,una quarta sarà in arrivo in questi giorni e probabilmente una quinta colpirà tra il 5 ed il 15 marzo. Si può poi discutere sull'efficacia delle pulsazioni in troposfera,ma è assolutamente incontestabile la propagazione dell'anomalie di geopotenziali,con tutta la colonna tropo/strato colorata in rosso. A riprova degli effetti dell'MMW in troposfera possiamo anche notare l'assetto del vortice polare a 500hpa (fig 2).
Si nota infatti un vortice polare in netta crisi e si distinguono nettamente i due nuceli principali, quello siberiano e quello canadese i quali rimangono divisi approssimativamente dal 12-13 gennaio fino al 23-25 gennaio,quindi per circa 12 giorni.
Dunque uno split giunto fino alla troposfera e rimasto in azione molto a lungo,oltre i 10 giorni,duarata temporale tipica degli eventi più importanti. Infine dalla figura 3 possiamo comprendere gli effetti sull'europa di questo terremoto stratosferico con una poderosa anomalie delle temperature ad 850hpa sull'europa centro-settentrionale e su quella orientale,con punte fino a quattro-cinque gradi al di sotto della media. Nella stessa figura possiamo notare anche gli effetti a 500hpa dell'anomalia di geopotenziali discesa dall'alto,con una vasta zona di alta pressione posizionata sul polo nord.
Conclusa quindi questa analisi possiamo dire che l'MMW di tipo split non ha fallito nemmeno in questo gennaio 2013,adesso dobbiamo però capire il motivo per cui il nostro paese ed il mediterraneo non hanno beneficiato in maniera più diretta dei suoi effetti,e qui la situazione si complica.
Il grande nemico del gelo sulla nostra penisola è stata la deriva occidentale dell'aria gelida,richiamata in atlantico da un ramo del vortice canadese troppo invadente in atlantico.
Se ricordate questo pericolo era già stato ipotizzato nelle previsioni stagionali di novembre,quando analizzando le SSTA avevamo messo in guardia da possibili split troppo occidentali,in sostanza fino a che AO e NAO fossero rimaste non troppo negative il mediterraneo sarebbe potuto essere al centro della convergenza EST-OVEST,ma in caso di una crisi troppo marcata del VP avremmo potuto avere un cedimento del blocco troppo ad ovest,esattamente quello che è accaduto. Ci eravamo fatti trasportare dall'entusiasmo e avevamo confidato troppo nell'espansione verso est del russo-siberiano,in questo modo abbiamo fallito la previsione,se invece avessimo continuato a seguire la linea delle SSTA avremmo probabilmente fatto "il colpaccio" dal punto di vista previsionale,un errore grave che non verrà certo ripetuto in futuro.
Rimane comunque molto difficile da spiegare la peristenza evolutiva,cioè i continui affondi troppo occidentali,anche perchè un evento come un MMW split di solit porta ad uno sconvolgimento delle SSTA e ad un cambio della configurazione dominante,se non subito perlomeno nelle fasi successive. Rimaniamo invece tutt'oggi immersi nella stessa dinamica evolutiva,proprio in queste ore una goccia fredda siberiana infatti è passata sulle alpi e si è diretta troppo ad ovest per coinvolgere direttamente la nostra penisola.
Per spiegare questa costanza potremmo ipotizzare la responsabilità di tre zone distinte degli oceani dell'emisfero nord: la zona PDO,quella ENSO e il nord atlantico. Questi tre settori probabilmente se presi singolarmente possono veder modificate le loro SSTA da un evento imponente come un MMW,ma nel caso (come quest'anno) in cui sia tutte e tre avverse a possenti spinte anticicloniche verso nord,hanno la meglio e diventano loro in grado di modificare l'evoluzione emisferica. I tre punti dolenti che hanno inibito praticamente per tutta la stagione uno slancio verso nord dell'anticiclone azzorriano sono dunque: PDO NEGATIVA,la quale determina una risalita eccessivamente orientale dell'anticiclone aleutinico. ENSO neutro che non ha potenziato le radici subtropicali degli anticicloni,a differenza ad esempio della NINA 2012, ANOMALIE POSITIVE in zona RM le quali hanno impedito cut-off canadesi potenziando invece il getto in uscita dagli sates e sfornando veri e propri mostri depressionari in atlantico.
Queste tre anomalie avverse in pacifico e atlantico hanno probabilmente condizionato il tipo di split,il quale è rimasto troppo a nord,pilotato soltanto dalla stratosfera la quale ha creato l'anticiclone polare,ma non coadiuvato dagli anticicloni troposferici,nè in zona wave 1 (aleutinico) nè in zona wave 2 (azzorriano) mentre il russo siberiano non poteva logicamente espandersi a causa della presenza sulla siberia di un nucleo del vortice polare.
Concludendo quindi l'MMW split non ha fallito le aspettative,su europa centro-settentrionale e su USA oreintali,confermandosi ancora una volta l'evento che per eccellenza può determinare lunghe ed intense fasi di gelo nell'emisfero nord.
 Purtroppo sono state sottovalutate le SSTA che hanno giocato un ruolo fondamentale nel limitarne gli effetti sul piccolo mediterraneo,dunque sono state le nostre aspettative ad essere sbagliate,errore che non verrà certo ripetuto in futuro. Gli MMW rimangono comunque splendidi fenomeni necessari se vogliamo vivere episodi particolarmente gelidi e soprattutto di lunga durata,oltretutto senza il condizionamento del NAM al centro-nord mancherebbero almeno tre nevicate da gennaio ad oggi.
 Sebbene limitati questi episodi freddi e nevosi infatti sono figli di debolissime elevazioni azzorriane,le quali in un normale assetto barico sarebbero state spazzate via con immediati est-shift,ma grazie ad un vortice polare debolissimo hanno consentito di portare a casa il risultato con uno sforzo davvero minimo.

giovedì 3 gennaio 2013

CLIMA MITE SULL'ITALIA,GRANDE EVENTO GELIDO IN COSTRUZIONE PER L'EUROPA!

Eccoci al primo aggiornamento dell'anno che fortunatamente sarà molto interessante grazie ad un'evoluzione appassionante che sta coinvolgendo i più alti piani dell'atmosfera. Finalmente infatti dopo un lungo periodo la stratosfera sembra voler seguire le classiche regole che ci permettono di fare ipotesi molto vicine alla realtà. Negli ultimi due mesi di novembre,quello 2011 e quello 2012, infatti il vortice polare stratosferico ha assunto comportamenti imprevedibili,accelerando a 1000 nonostante un assetto troposferico contrario ad un suo rafforzamento. Abbiamo avuto per due anni consecutivi due possenti strat-cooling,ed entrambi sorprendentemente precoci,oltretutto verificatisi con indici troposferici completamente opposti.
 Questo significa che molto probabilmente non sono le più comuni TLC a determinare una partenza così energica del VPS (QBO/ENSO/AMO/PDO/SNOWCOVER etc..),ma probabilmente l'accoppiata tra il minimo dei ghiacci artici estivo e una bassa attività solare,unici due punti in comune tra gli autunni 2011 e 2012. Se allarghiamo il campo e reanalizziamo anche il 2009 e il 2010 otteniamo quattro anni in cui il vortice polare si è trovato o subito in crisi (2009/2010) o subito molto forte (2011/2012),con conseguente prima parte invernale gelida oppure molto meno avvincente.
L'opposto si è poi verificato nella seconda parte stagionale quando ad un vps debole a Novembre e Dicembre è seguito un vortice polare forte a Gennaio e Febbraio e viceversa. Non abbiamo dubbi circa l'influenza dell'anomalo comportamento della nostra stella su questi eventi,se guardiamo attentamente noteremo che 2009 e 2010 furono caratterizzati dal più classico (spesso esasperato) tripolo negativo atlantico (SSTA negative in zona RM) mentre 2011 e 2012 al contrario hanno visto anomalie positive. Potremmo quindi ipotizzare che siano le anomalie atlantiche a determinare la tipologia di inverni europei in questa particolare fase del ciclo solare: TRIPOLO NEGATIVO: partenza immediata invernale con fase gelida dai primi di dicembre e più mite nella seconda parte, SSTA POSITIVE IN ZONA RM: partenza del vps in grande stile e fase più cruenta tra gennaio e febbraio.
Ovviamente quattro anni sono poca cosa per poterci costruire una statistica,serviranno dunque ancora molti inverni per poter verificare un'ipotesi del genere,di certo il tempo non mancherà visto che dal prossimo anno il sole si appresterà a sprofondare in un nuovo minimo. La sua bassa attività dovrebbe rimanere tale quindi ancora per alcuni anni,permettendoci di modificare alcune tecniche di previsione a lungo termine e di avvicinarci così ad ipotesi più vicine alla reale evoluzione.
Conclusa questa premessa passiamo all'analisi della situazione in stratosfera dove tre warming,di cui due difficilmente distinguibili l'uno dall'altro, segneranno la seconda parte dell'inverno europeo.
Il primo si è acceso sulla siberia orientale,figlio di un dislocamento in quella sede del vortice polare stratosferico ed ha attivato una possente wave 1 ( alta pressione aleutinica), il secondo si attiverà nei prossimi giorni e di fatto non sarà altro che la prosecuzione del primo. A differenza di suo "fratello" però il secondo warming punterà con decisione verso il polo nord (si farà convergente) andando a splittare (divisione in due lobi) il vps. Il terzo e fondamentale warming si innescherà tra una decina di giorni tra Canada e Groenlandia,in piena zona wave 2 e segnerà il passaggio di consegne tra aleutinico ed azzorriano,con quest'ultimo che si instaurerà al polo nord!
Rimangono ancora alcuni dettagli da valutare,senza dimenticare che,sebbene ormai da moltissimi run il tutto sembra confermato, stiamo parlando di carte a 300 ore che quindi devono far mantenere un minimo di cautela. Se tutto evolverà come sembra avremo un classico MMW di tipo split,molto meno classico e molto più straordinario nella sua durata e nel numero di giorni in cui i due lobi del vps potrebbero rimanere sotto i 60 gradi Nord a 10hpa. Si va dunque verso un evento assolutamente storico alla quota di riferimento dei 10hpa, la naturale conseguenza sarà così un indice NAM in picchiata anche verso i -4!
Cosa succederà però in troposfera? Si legge molto pessimismo nei vari forum,pessimismo dovuto soprattutto al fatto che le code dei GM non mostrino ancora scenari esaltanti per la nostra penisola. L'assetto troposferico tuttavia non mostra un solo indice contrario alla propagazione dell'anomalia di geopotenziali,anzi! Molto favorevoli ad una fase invernale eccezionale sull'europa sono (a nostro avviso) un'anomalia ENSO non troppo forzante,il riassetto verso est delle anomalie positive nelle SSTA atlantiche e l'enorme SNOW-COVER euro asiatico.
Ci apprestiamo dunque a vivere un evento straordinario dalla stratosfera fino ai nostri "piani" con l'europa centrale che da metà mese potrebbe precipitare in un freezer siberiano e la nostra Italia che difficilmente potrà rimanerne fuori.
Al momento risulta quasi impossibile stabilire con certezza quale sarà la futura evoluzione,i GM nonostante non mostrino ancora scenari gelidi non hanno ancora sfornato un run coerente con un altro,sintomo di grandissima incertezza.
Rimaniamo dunque ancorati alla nostra prima ipotesi,ovvero quella che prevede una prima fase continentale di gelo particolarmente intenso ad iniziare dal 12-15 gennaio,in seguito alla prima divisione dei lobi del vps la quale manterrà però un asse ancora favorevole ad un'ingerenza canadese.
 Questa prima fase porterebbe il gelo siberiano sul Mediterraneo,favorendo però le regioni del centro-sud e del versante adriatico. In un secondo momento la rapida rotazione dell'asse indotta dal possente anticiclone azzorriano stratosferico innescherà un'elevazione azzorriana in pieno atlantico e la circolazione si farà più meridiana,coinvolgendo maggiormente il centro nord con diffuse nevicate.
 Il lungo periodo freddo e a tratti gelido per l'europa dovrebbe proseguire almeno fino alla prima decade di febbraio,sebbene non sono da escludersi brevi pause "atlantiche" durante le quali l'aflusso di aria mite relegherà la neve solo in alcune zone del nord.

mercoledì 19 dicembre 2012

SFIORATO IL GRANDE GELO PER LE FESTE: NUOVO ASSALTO A GENNAIO?

A volte le previsioni riescono, a volte invece falliscono. A volte semplicemente si riesce soltanto a "sfiorare" la dinamica esatta,andandoci tremendamente vicino ma fallendo comunque. Questo è un po' quello che accadrà durante le festività natalizie, quando sembra ormai scontato, sfumerà la previsione fatta oltre 10 giorni fa (quindi a circa 20 giorni dal probabile evento) di gelo continentale.
 I meno esperti sicuramente alzeranno gli occhi al cielo e penseranno: "per oggi  era previsto gelo e neve e invece non si è realizzato niente di tutto questo,pessime previsioni",dal loro punto di vista avranno anche ragione,tuttavia vorremmo difendere una categoria,quella dei "previsori a lungo termine" noti sui forum come LONGERS i quali spesso sbagliano molto meno di quello che si possa pensare.
 Ecco ad esempio due carte,una rappresenta l'ipotesi fatta tempo fa circa il periodo natalizio (previsione a 20 giorni) quando ancora nessun GM lasciava intravedere questa strada,l'altra rappresenta ciò che al 90% si verificherà. Si notano esattamente le stesse figure bariche: 2 cunei di alta pressione,un affondo atlantico e un nucleo gelido ad est vicinissimo al Mediterraneo.
L'errore sta nel posizionamento,spostato ad est di soli (a livello emisferico) 4-500km,ma il risultato sarà profondamente diverso: passeremo dal gelo russo (quello previsto) ad una rimonta di aria calda subtropicale (ciò che si verificherà). Ciò testimonia come una previsione sostanzialemente indovinata risulta praticamente annullata da alcuni dettagli. Alla fine agli occhi dei più è un errore madornale,tuttavia le basi del ragionamento erano buone e si è sfiorato il colpaccio,dunque nonostante il fallimento a  livello locale rimane la grande soddisfazione di aver giustamente inquadrato il movimento a livello emisferico-europeo.
Chiuso il discorso e guardiamo avanti,cosa sta succedendo? Le dinamiche attualmente sono in mano alla stratosfera dove va concludendosi l'ennesimo strat-cooling che vede un'altra volta riproporsi la "commedia" NAM o non NAM.
In questi giorni infatti verrà nuovamente sfiorata la soglia dell'indice NAM (+1,5) e probabilmente ancora una volta ci si fermerà su valori leggermente al di sotto. Il momentaneo rinforzo del vps,seguito dalla sua migrazione verso la siberia orientale ha lasciato e lascerà campo libero ad un flusso più mite occidentale con gelo veramente consistente subito ad est del nostro paese.
Nei prossimi giorni in particolare al centro nord avremo un clima tipico del periodo tardo autunnale con cieli coperti,nebbie estese e qualche pioggia piuttosto debole. Le temperature si manterranno basse nei valori massimi per effetto della copertura nuvolosa mentre difficilmente le minime scenderanno sotto lo zero.
 Le umide correnti atlantiche porteranno un peggioramento venerdì 21,peggioramento che dovrebbe riguardare principalmente il centro sud con piogge anche insistenti sulle coste tirreniche e neve oltre i 7-800m sui rilievi di emilia e toscana e a quote più elevate scendendo verso sud. Sabato 22 il tempo migliorerà ma al centro nord rimarrà coperto e si ripresenteranno le nebbie,meglio al centro-sud dove potrebbe nuovamente spuntare il sole con temperature basse anche nei valori massimi al nord ma molto più elevate al sud.
 Da Domenica 23 a Martedì 25 l'italia subirà l'attacco dell'anticiclone sub-tropicale a causa di un affondo molto occidentale in pieno atlantico. Nella prima fase,quella di avvicinamento, nella giornata di domenica avremo ovunque un rialzo termico ma cieli coperti con deboli piogge al centro-sud ed in particolare lungo il versante tirrenico.
 La Vigilia ed il giorno di Natale invece trascorreranno all'insegna del caldo fuori stagione al sud mentre al centro-nord le nubi basse e le nebbie manterranno le temperature non troppo alte in pianura,decisamente più caldo in montagna.
Dalla sera del giorno di Natale aria più fredda potrebbe affluire dal grande serbatoio gelido presente immediatamente ad est e determinare un nuovo calo delle temperature. Il giorno successivo poi potremmo assistere anche ad interferenze umide atlantiche le quali potrebbero riportare,oltre che ad un nuovo peggioramento,anche a nevicate a quote collinari al nord e forse,anche se con molta difficoltà, a qualche fenomeno nevoso al piano,soprattutto al  nord-ovest.
Concentriamoci adesso come sempre sulle previsioni a più lungo termine. Come detto la scena sarà dominata da un importante spostamento (su base stratosferica) del vortice polare verso la siberia,spostamento che in troposfera verrà rafforzato dalle anomalie positive a largo del Canada le quali consentiranno un rialzo di geopotenziali,e quindi il consolidamento di una zona di alta pressione che terrà relegato il vp verso EST. 
Tale dinamica favorirà ancora una volta l'assenza di affondi in zona canadese e di conseguenza l'impossibilità di elevazione verso nord-est dell'anticiclone azzorriano,il quale non potrà fare altro che unirsi al collega nord americano (quindi piegare verso Nord-ovest). Si andrà consolidando così quello che negli ultimi anni è conosciuto come "dipolo artico positivo",ovvero una nuova definizione del termine AO- in cui il nucleo di vorticità facente capo al vp è completamente dislocato sulla parte orientale dell'emisfero nord. In stratosfera partirà un intenso warming il quale però rimarrà stazionario sulla siberia,senza riuscire a convergere verso il polo e di conseguenza non farà altro che potenziare la wave1 (aleutinico) con annesso stress per il vps e nuova dislocazione sempre verso la siberia. In questa fase difficilmente si avranno le condizioni tali per far si che il gelo russo raggiunga il mediterraneo,ma è probabile che si assista a movimenti preparatori molto rari da vedere,con termiche da record a 850hpa in discesa verso la russia europea dove il serbatoio gelido raggiungerà i livelli dei più freddi inverni europei. 
Il fallimento in stratosfera del primo warming potrebbe fare la nostra fortuna,il vps infatti ne uscirà rinvigorito (anche se sarà un recupero momentaneto) e soprattutto ruoterà il suo asse. In questa fase non si avrà un split e quasi certamente nemmeno un MMW,ma tale movimento dovrebbe favorire una maggior attività del vortice polare canadese in troposfera,il che consentirebbe un'elevazione verso nord est dell'azzorriano.
Tra inizio gennaio e il 10-12 del mese ci attendiamo pertanto una fase fredda (probabilmente a causa della qualità delle masse d'aria anche particolarmente gelida) sul mediterraneo,un episodio piuttosto rapido ma che potrebbe essere anche il "più freddo" della stagione.
 La rasoiata da nord est potrebbe poi lasciare il posto ad un recupero dell'attività atlantica con neve al nord e rialzo termico al centro sud per correnti occidentali più miti (10-12 gennaio/15-17 gennaio). Dal 15-17 gennaio in poi potremmo assistere all'innesco di un warming molto potente che potrebbe partire stavolta dalle più alte quote (1-2hpa) stratosferiche e generato dall'attrito che verrà a crearsi nei prossimi giorni quando ad un vps indebolito a 10hpa corrisponderà invece un vps ai massimi di attività a 1-2hpa. Si andrebbe insomma incontro ad un MMW,il che non necessariamente prelude a gelo e neve su tutta la penisola. 



Non è il momento di soffermarsi sui dettagli di una dinamica così complessa quando ancora non vi è nessun segnale in tal senso,possiamo solo ipotizzare una seconda parte di gennaio gelida sull'europa centro-occidentale,con freddo che potrebbe limitarsi al centro nord del nostro paese (freddo stavolta nevoso) lasciando il centro sud sotto un richiamo più mite.

sabato 8 dicembre 2012

L' ATLANTICO RESPINGERA' IL GELO SIBERIANO,RITIRATA SOLO TEMPORANEA?

Nelle stagionali pubblicate ad agosto avevamo parlato di una fine di novembre perturbata e di un inizio Dicembre via via più freddo,ancora piovoso e con quota neve in calo fino alla pianura soprattutto al centro nord.
 Molte cose sono successe,soprattutto nel mese di novembre e soprattutto in stratosfera (sfondamento della soglia del NAM di +1,5) ma possiamo dire che la previsione è stata centrata in pieno visto che si sono appena concluse le prime nevicate in pianura al nord,anche se non si può certo parlare di evento eccezionale. Riguardo la seconda parte di Dicembre, per la quale avevamo previsto l'arrivo dell'episodio gelido più importante di questa stagione 2012/2013, invece le cose si sono leggermente complicate.
 Rimane ancora molto probabile un evento freddo estremamente importante anche per il mediterraneo nella prima parte dell'inverno,ma è possibile che il target si possa spostare dal 20 dicembre (data approssimativa) verso le festività e forse anche fine anno o primi giorni del 2013. Il tutto per il verificarsi di una dinamica stratosferica definibile come Canadian Warming (sebbene con alcuni aspetti non proprio canonici) la quale porterà nei prossimi giorni un temporaneo rinforzo del vortice polare stratosferico ritardandone lo split e dunque gli effetti in troposfera.
Il rinforzo del vps è stato comunque ben assorbito ai "nostri piani",visto che l'indice AO è rimasto negativo e anzichè un clima piatto e anticiclonico ci siamo trovati sotto numerose perturbazioni nord atlantiche con annessa aria fredda che ha permesso le nevicate a bassissima quota. Abbiamo infatti avuto un assaggio di circolazione continentale,la quale a dir la verità,nonostante l'avvicinamento verso ovest dell'alta pressione russo-siberiana, non è riuscita e non riuscirà ad impossessarsi del mediterraneo.
Nei prossimi giorni infatti un nucleo di aria gelida si addosserà alle Alpi,scivolerà poi verso i Balcani e verrà infine richiamato sull'europa centro-occidentale proprio nel momento in cui avrebbe potuto sferrare l'assalto decisivo alla nostra penisola. Il risultato sarà una fredda circolazione orientale fino a venerdì pur senza termiche da record,quindi l'innesco di venti umidi meridionali dal prossimo week end,con possibili nevicate anche in pianura in particolare al nord ovest.
 Tale venti si attiveranno grazie al ricongiungimento tra aria siberiana e ramo atlantico del vortice polare canadese,aggancio che avverrà in pieno atlantico,piuttosto basso di latitudine.
 I dettagli di questa dinamica sono molto difficili da prevedere e anche i GM fanno fatica ad inquadrare l'esatta evoluzione,si tratta però di cambiamenti che ,sebbene potrebbero fare la differenza per il nord ovest italiano in termini di neve al piano, non saranno in grado di stravolgere il quadro generale. Riassumendo almeno fin verso il 18-20 dicembre saremo sotto l'influenza di un atlantico in gran forma il quale determinerà il rialzo delle temperature e un clima tipico tardo autunnale soprattutto al centro nord con cieli coperti e neve sulle alpi.
LUNEDI' 10 DICEMBRE: Il nucleo di aria gelida si addosserà alle alpi favorendo la formazione di un debole minimo di bassa pressione sul mediterraneo occidentale,si attiveranno correnti occidentali meno fredde e più umide con minime in rialzo ovunque, cieli coperti soprattutto al centro con piogge sui versanti tirrenici (localmente potremmo avere ancora delle nevicate fino in pianura su alcune zone dell'alta toscana). La neve cadrà abbondante sull'appennino centro-meridionale attorno ai 7-800m.
MARTEDI' 11 DICEMBRE: l'aria fredda scivolerà verso i balcani,i venti si disporanno da nord e le temperature caleranno su tutta la penisola con tempo soleggiato ma freddo al centro nord. Lungo l'adritatico i venti freddi settentrionali porteranno precipitazioni che potrebbero essere nevose anche in pianura tra romagna e marche,oltre i 4-500 metri più a sud.
MERCOLEDI' 12 DICEMBRE: da mercoledì inizierà l'inesorabile risalita del nucleo freddo verso nord ovest,oltre le alpi passando sull'europa centrale,attratto dalle ingerenze atlantiche del ramo canadese del vortice polare. Al centro nord avremo ancora tempo stabile e soleggiato con minime in calo e massime stabili,mentre al centro sud lungo il versante adriatico continueranno le nevicate anche a quote prossime alla pianura.
Tra giovedì e venerdì cesserà l'afflusso di aria fredda ed inizierà quello di correnti umide occidentali che determineranno una rapida risalita delle temperature,in questa fase sarà possibile il verificarsi di nevicate anche in pianura soprattutto al nord ovest,in particolare tra piemonte e liguria,anche se si tratterà di fenomeni momentanei,destinati a trasformarsi poi in pioggia per un ulteriore rialzo delle temperature anche in quota.
La fase atlantica potrebbe andare avanti come detto almeno fin verso il 18-20 dicembre pur senza vedere particolare affondi sul mediterraneo e dunque senza piogge particolarmente intense.
Cosa potrebbe accadere poi al resto di dicembre e durante la prima parte di gennaio? Per prima cosa si nota ormai da diversi run una costante tendenza del vortice polare stratosferico a delocalizzarsi verso la siberia orientale,dunque potremmo escludere al momento un nuovo ESE di tipo cold,ovvero un nuovo superamento della soglia positiva del NAM.
 Anzi questo primo importante movimento potrebbe determinare in troposfera una nuova,e stavolta più convinta fase continentale,con l'Italia che si troverebbe dopo il 20 dicembre e durante le festività natalizie sotto correnti gelide da est probabilmente piuttosto secche (ma questo andrà valutato al momento). Potrebbe anche trattarsi della fase più fredda della stagione,sebbene scarsamente nevosa dovuta ad una fuga verso la siberia orientale del vortice polare che lascerebbe campo libero ad una possente figura alto pressoria estesa dal Canada alla siberia quasi initerrottamente. 
Un vortice polare stratosferico posizionato in questo modo però porterebbe ancora una volta all'ormai noto bivio: se si innescheranno warmings importanti (ipotesi molto probabile) in breve tempo si giungerà ad un MMW di tipo split (anche se rimarrebbe da verificare l'inclinazione dell'asse prima di poter fare ulteriori ipotesi "gelide"),se viceversa si dovesse trattare di un disturbo temporaneo è molto probabile che il vps possa rapidamente tornare centrato sul polo (stavolta esattamente in quella che è la sua sede originaria) con uno strat-cooling probabilmente definitivo per le sorti invernali (gennaio e gran parte di febbraio in regime di AO positiva). L'evoluzione fa ancora una volta propendere per l'ipotesi numero uno,un vortice polare in quella posizione infatti dovrebbe innescare un warming fulmineo,gli effetti quindi potrebbero essere anche sorprendentemente rapidi,con split in troposfera rapidissimo (fine anno/inizio 2013?) la seconda ipotesi,quella di SC,non è tuttavia ancora escludibile ma probabilmente richiederebbe tempi più lunghi (NAM> +1,5 attorno al 10-15 gennaio?). 



Nel frattempo come detto in troposfera dovrebbe tornare in grande spolvero l'anticiclone siberiano a partire dal 20 con apice durante le feste. Solitamente si tratta di dinamiche gelide ma poco ricche di nevicate al centro nord,con precipitazioni concentrate al centro sud e lato adriatico,tuttavia potrebbe permanere ancora una residua attività atlantica in grado di portare bianche sorprese anche al nord,se non addirittura SOLO al nord,nel caso il flusso atlantico dovesse ancora agganciare quello siberiano. Dicembre quindi dopo una breve pausa tra il 13 e il 20 potrebbe ripartire all'isnegna del freddo vero!

mercoledì 28 novembre 2012

BREVE AGGIORNAMENTO: INTENSO MALTEMPO FINO A DOMENICA,POI GRAN NEVE ANCHE A QUOTE BASSE. GELO CONFERMATO DAL 20 DICEMBRE?

Questa mattina trovano conferme le ultime previsioni effettuate circa una fase di intenso maltempo in particolare lungo le coste tirreniche,la toscana e al nord est. La prima vera crisi stagionale del vortice polare ha infatti consentito un poderoso affondo freddo con direttrice molto occidentale il quale ha scavato un minimo di bassa pressione sul mediterraneo centrale.
La forte differenze di temperatura tra l'aria fredda nord atlantica e i miti venti di scirocco,unita al calore ancora posseduto dal mar tirreno, ha permesso e permetterà le genesi di pericolosissimi temporali autorigeneranti. Uno di questi temporali (che devono la loro pericolosità alla loro stazionarietà,presentando una durata di alcune ore sulle stesse zone anzichè i consueti 30-40 minuti di un normale temporale) ha colpito ieri pomeriggio anche Firenze,un altro invece ha interessato stanotte l'alta toscana.
Attualmente il minimo di bassa pressione si sta approfondendo assumendo le caratteristiche di un piccolo ciclone,e nelle prossime ore muoverà verso est puntando la toscana con nuove intense piogge,temporali molto forti e venti che,date le isobare molto strette del sistema,soffieranno impetuosi da sud-ovest. Ancora maltempo insomma,almeno fino a domani pomeriggio,altre 24-36 ore di piogge continue che dovranno mettere in allarme soprattutto l'alta toscana ed il nord est dove i quantitativi già caduti sono attorno ai 60-70mm e dove ne cadranno come minimo altrettanti. Il maltempo non allenterà la presa nemmeno nel week end quando però entrerà in gioco aria fredda in discesa dal polo.
 L'arrivo di correnti fredde permetterà la cessazione dei fenomeni temporaleschi più violenti e determinerà un attenuazione dei fenomeni che si faranno meno diffusi e più intermittenti. Tra sabato e lunedì in particolare l'aria fredda potrebbe aggirare le alpi da ovest e gettarsi nuovamente sul tirreno dove alcuni modelli intravedono la possibilità della formazione di un nuovo minimo di bassa pressione.
Un momentaneo cedimento del blocco in atlantico parrebbe tuttavia favorire una rapida evoluzione di questo nuovo peggioramento,in rapido spostamento verso est,l'aria fredda quindi potrebbe affluire più come venti di tramontana che di libeccio,scongiurando il pericolo di copiose nevicate anche al piano.
Nonostante vi sia ancora grandissima incertezza,ad oggi potremmo dire che nel week end (e più probabilmente tra domenica e lunedì) un rapido peggioramento a carattere invernale potrebbe portare la neve fino in pianura al nord,soprattutto nord-est ed emilia romagna,anche se si tratterebbe di precipitazioni piuttosto rapide.
Anche la toscana settentrionale potrebbe godere di neve a quote molto basse,fino nei fondovalle appenninici,e localmente qualche fiocco anche sulla piana,il tutto però probabilmente nella fase finale delle precipitazioni quando i venti da nord-est isoleranno i fenomeni in appennino.
 Anche la prossima settimana sembra poter essere caratterizzata da tempo instabile,ma al momento è difficile poter dire di più,non è ancora chiaro infatti se avremo un nuovo tentativo di elevazione azzorriano oppure una fase caratterizzata da una rapida successione di perturbazioni atlantiche piuttosto fredde. Sicuramente possiamo confermare l'ipotesi fatta tempo fa: prima parte di dicembre tutta dedicata alla neve copiosa su alpi e appennini che dovrebbero davvero fare il pieno.
Infine due parole sull'evoluzione futura,vi è molta incertezza sulle dinamiche tropo/stratosferiche,tuttavia le ipotesi di forte risalita dell'indice AO sembrano venire meno,con tale indice che potrebber addirittura rimanere negativo per gran parte del mese di dicembre. 
Il vortice polare in stratosfera dovrebbe come ipotizzato andare incontro ad una breve fase di riaccorpamento,ma completamente fuori sede con venti zonali ancora molto deboli.
 Continuiamo quindi ad ipotizzare un nuovo poderoso disturbo tra 15-20 dicembre con nuovo tentativo di split e fase gelida in europa. Oggi vorremmo anche azzardare che,nel caso tale dinamica si verificasse, un nuovo crollo dell'indice AO potrebbe favorire discese molto occidentali (verso GB e francia) che potrebbero mettere al limite degli eventi più estremi la nostra regione,mentre il centro sud potrebbe trovarsi sotto correnti miti da sud-est. 
Nel caso invece prevalga l'altra ipotesi,quella di una ripartenza più vivace del vortice polare,l'indice AO potrebbe non scendere su territori troppo negativi, favorendo un maggior coinvolgimento dell'intera penisola da parte di quella fase molto fredda europea che appare quasi inevitabile attorno al 20 dicembre!

SINOTTICA