TENDENZE DICEMBRE 2013

TENDENZE DICEMBRE 2013
OTTOBRE 2013: TEMPERATURE NELLA MEDIA MA PRECIPITAZIONI ATTESE NETTAMENTE SOTTO LE MEDIE DEL PERIODO



sabato 23 febbraio 2013

MMW di gennaio: è stato davvero un fallimento?

Eccoci finalmente nuovamente in grado di aggiornare il blog dopo i problemi tecnici degli ultimi due mesi. Impossibile non ripartire dalla grande delusione scaturita dalle grandi attese per gennaio-febbraio che si sono poi rivelate vane per quanto riguarda la nostra penisola. Ricordiamo infatti che attorno al 6-8 gennaio alla quota di 10hpa abbiamo assistito ad uno split del vortice polare con inversione dei venti zonali e separazione dello stesso in due lobi,uno canadese l'altro siberiano.
Il NAM, come logico in questi casi,è precipitato su valori nettamente negativi,e le previsioni di quasi tutti i Longers,professionisti o meno, hanno virato verso il gelo storico per l'Europa ed il mediterraneo. La stratosfera infatti ha lavorato benissimo,e la dinamica di split è rimasta attiva alle quote comprese tra 5 e 30hpa per un periodo temporale veramente ampio,tanto da farci credere a qualcosa di veramente rilevante a livello storico. Tuttavia come sappiamo in troposfera non si è arrivati alle stesse conseguenze,anche se come vedremo la nostra percezione spesso è anebbiata dagli effetti sul nostro orticello,infatti l'MMW si è propagato con le sue conseguenze anche in troposfera,semplicemente nel suo abraccio non ha compreso il mediterraneo,non in modo diretto almeno.
Per prima cosa partiamo dalla famosa e contestata propagazione,per molti non vi sarebbe stata e gli effetti del Major Middlewinter Warming si sarebbero fermati in alta stratosfera,ipotesi contemplata in lungo ed in largo sui vari forum quando ancora il possente warming era soltanto previsto e non effettivo.
Come si può invece osservare dalla carta delle anomalie di geopotenziali (fig 1) gli effetti del warming si sono diffusi con le caratteristiche tre pulsazioni fino in troposfera,una quarta sarà in arrivo in questi giorni e probabilmente una quinta colpirà tra il 5 ed il 15 marzo. Si può poi discutere sull'efficacia delle pulsazioni in troposfera,ma è assolutamente incontestabile la propagazione dell'anomalie di geopotenziali,con tutta la colonna tropo/strato colorata in rosso. A riprova degli effetti dell'MMW in troposfera possiamo anche notare l'assetto del vortice polare a 500hpa (fig 2).
Si nota infatti un vortice polare in netta crisi e si distinguono nettamente i due nuceli principali, quello siberiano e quello canadese i quali rimangono divisi approssimativamente dal 12-13 gennaio fino al 23-25 gennaio,quindi per circa 12 giorni.
Dunque uno split giunto fino alla troposfera e rimasto in azione molto a lungo,oltre i 10 giorni,duarata temporale tipica degli eventi più importanti. Infine dalla figura 3 possiamo comprendere gli effetti sull'europa di questo terremoto stratosferico con una poderosa anomalie delle temperature ad 850hpa sull'europa centro-settentrionale e su quella orientale,con punte fino a quattro-cinque gradi al di sotto della media. Nella stessa figura possiamo notare anche gli effetti a 500hpa dell'anomalia di geopotenziali discesa dall'alto,con una vasta zona di alta pressione posizionata sul polo nord.
Conclusa quindi questa analisi possiamo dire che l'MMW di tipo split non ha fallito nemmeno in questo gennaio 2013,adesso dobbiamo però capire il motivo per cui il nostro paese ed il mediterraneo non hanno beneficiato in maniera più diretta dei suoi effetti,e qui la situazione si complica.
Il grande nemico del gelo sulla nostra penisola è stata la deriva occidentale dell'aria gelida,richiamata in atlantico da un ramo del vortice canadese troppo invadente in atlantico.
Se ricordate questo pericolo era già stato ipotizzato nelle previsioni stagionali di novembre,quando analizzando le SSTA avevamo messo in guardia da possibili split troppo occidentali,in sostanza fino a che AO e NAO fossero rimaste non troppo negative il mediterraneo sarebbe potuto essere al centro della convergenza EST-OVEST,ma in caso di una crisi troppo marcata del VP avremmo potuto avere un cedimento del blocco troppo ad ovest,esattamente quello che è accaduto. Ci eravamo fatti trasportare dall'entusiasmo e avevamo confidato troppo nell'espansione verso est del russo-siberiano,in questo modo abbiamo fallito la previsione,se invece avessimo continuato a seguire la linea delle SSTA avremmo probabilmente fatto "il colpaccio" dal punto di vista previsionale,un errore grave che non verrà certo ripetuto in futuro.
Rimane comunque molto difficile da spiegare la peristenza evolutiva,cioè i continui affondi troppo occidentali,anche perchè un evento come un MMW split di solit porta ad uno sconvolgimento delle SSTA e ad un cambio della configurazione dominante,se non subito perlomeno nelle fasi successive. Rimaniamo invece tutt'oggi immersi nella stessa dinamica evolutiva,proprio in queste ore una goccia fredda siberiana infatti è passata sulle alpi e si è diretta troppo ad ovest per coinvolgere direttamente la nostra penisola.
Per spiegare questa costanza potremmo ipotizzare la responsabilità di tre zone distinte degli oceani dell'emisfero nord: la zona PDO,quella ENSO e il nord atlantico. Questi tre settori probabilmente se presi singolarmente possono veder modificate le loro SSTA da un evento imponente come un MMW,ma nel caso (come quest'anno) in cui sia tutte e tre avverse a possenti spinte anticicloniche verso nord,hanno la meglio e diventano loro in grado di modificare l'evoluzione emisferica. I tre punti dolenti che hanno inibito praticamente per tutta la stagione uno slancio verso nord dell'anticiclone azzorriano sono dunque: PDO NEGATIVA,la quale determina una risalita eccessivamente orientale dell'anticiclone aleutinico. ENSO neutro che non ha potenziato le radici subtropicali degli anticicloni,a differenza ad esempio della NINA 2012, ANOMALIE POSITIVE in zona RM le quali hanno impedito cut-off canadesi potenziando invece il getto in uscita dagli sates e sfornando veri e propri mostri depressionari in atlantico.
Queste tre anomalie avverse in pacifico e atlantico hanno probabilmente condizionato il tipo di split,il quale è rimasto troppo a nord,pilotato soltanto dalla stratosfera la quale ha creato l'anticiclone polare,ma non coadiuvato dagli anticicloni troposferici,nè in zona wave 1 (aleutinico) nè in zona wave 2 (azzorriano) mentre il russo siberiano non poteva logicamente espandersi a causa della presenza sulla siberia di un nucleo del vortice polare.
Concludendo quindi l'MMW split non ha fallito le aspettative,su europa centro-settentrionale e su USA oreintali,confermandosi ancora una volta l'evento che per eccellenza può determinare lunghe ed intense fasi di gelo nell'emisfero nord.
 Purtroppo sono state sottovalutate le SSTA che hanno giocato un ruolo fondamentale nel limitarne gli effetti sul piccolo mediterraneo,dunque sono state le nostre aspettative ad essere sbagliate,errore che non verrà certo ripetuto in futuro. Gli MMW rimangono comunque splendidi fenomeni necessari se vogliamo vivere episodi particolarmente gelidi e soprattutto di lunga durata,oltretutto senza il condizionamento del NAM al centro-nord mancherebbero almeno tre nevicate da gennaio ad oggi.
 Sebbene limitati questi episodi freddi e nevosi infatti sono figli di debolissime elevazioni azzorriane,le quali in un normale assetto barico sarebbero state spazzate via con immediati est-shift,ma grazie ad un vortice polare debolissimo hanno consentito di portare a casa il risultato con uno sforzo davvero minimo.

giovedì 3 gennaio 2013

CLIMA MITE SULL'ITALIA,GRANDE EVENTO GELIDO IN COSTRUZIONE PER L'EUROPA!

Eccoci al primo aggiornamento dell'anno che fortunatamente sarà molto interessante grazie ad un'evoluzione appassionante che sta coinvolgendo i più alti piani dell'atmosfera. Finalmente infatti dopo un lungo periodo la stratosfera sembra voler seguire le classiche regole che ci permettono di fare ipotesi molto vicine alla realtà. Negli ultimi due mesi di novembre,quello 2011 e quello 2012, infatti il vortice polare stratosferico ha assunto comportamenti imprevedibili,accelerando a 1000 nonostante un assetto troposferico contrario ad un suo rafforzamento. Abbiamo avuto per due anni consecutivi due possenti strat-cooling,ed entrambi sorprendentemente precoci,oltretutto verificatisi con indici troposferici completamente opposti.
 Questo significa che molto probabilmente non sono le più comuni TLC a determinare una partenza così energica del VPS (QBO/ENSO/AMO/PDO/SNOWCOVER etc..),ma probabilmente l'accoppiata tra il minimo dei ghiacci artici estivo e una bassa attività solare,unici due punti in comune tra gli autunni 2011 e 2012. Se allarghiamo il campo e reanalizziamo anche il 2009 e il 2010 otteniamo quattro anni in cui il vortice polare si è trovato o subito in crisi (2009/2010) o subito molto forte (2011/2012),con conseguente prima parte invernale gelida oppure molto meno avvincente.
L'opposto si è poi verificato nella seconda parte stagionale quando ad un vps debole a Novembre e Dicembre è seguito un vortice polare forte a Gennaio e Febbraio e viceversa. Non abbiamo dubbi circa l'influenza dell'anomalo comportamento della nostra stella su questi eventi,se guardiamo attentamente noteremo che 2009 e 2010 furono caratterizzati dal più classico (spesso esasperato) tripolo negativo atlantico (SSTA negative in zona RM) mentre 2011 e 2012 al contrario hanno visto anomalie positive. Potremmo quindi ipotizzare che siano le anomalie atlantiche a determinare la tipologia di inverni europei in questa particolare fase del ciclo solare: TRIPOLO NEGATIVO: partenza immediata invernale con fase gelida dai primi di dicembre e più mite nella seconda parte, SSTA POSITIVE IN ZONA RM: partenza del vps in grande stile e fase più cruenta tra gennaio e febbraio.
Ovviamente quattro anni sono poca cosa per poterci costruire una statistica,serviranno dunque ancora molti inverni per poter verificare un'ipotesi del genere,di certo il tempo non mancherà visto che dal prossimo anno il sole si appresterà a sprofondare in un nuovo minimo. La sua bassa attività dovrebbe rimanere tale quindi ancora per alcuni anni,permettendoci di modificare alcune tecniche di previsione a lungo termine e di avvicinarci così ad ipotesi più vicine alla reale evoluzione.
Conclusa questa premessa passiamo all'analisi della situazione in stratosfera dove tre warming,di cui due difficilmente distinguibili l'uno dall'altro, segneranno la seconda parte dell'inverno europeo.
Il primo si è acceso sulla siberia orientale,figlio di un dislocamento in quella sede del vortice polare stratosferico ed ha attivato una possente wave 1 ( alta pressione aleutinica), il secondo si attiverà nei prossimi giorni e di fatto non sarà altro che la prosecuzione del primo. A differenza di suo "fratello" però il secondo warming punterà con decisione verso il polo nord (si farà convergente) andando a splittare (divisione in due lobi) il vps. Il terzo e fondamentale warming si innescherà tra una decina di giorni tra Canada e Groenlandia,in piena zona wave 2 e segnerà il passaggio di consegne tra aleutinico ed azzorriano,con quest'ultimo che si instaurerà al polo nord!
Rimangono ancora alcuni dettagli da valutare,senza dimenticare che,sebbene ormai da moltissimi run il tutto sembra confermato, stiamo parlando di carte a 300 ore che quindi devono far mantenere un minimo di cautela. Se tutto evolverà come sembra avremo un classico MMW di tipo split,molto meno classico e molto più straordinario nella sua durata e nel numero di giorni in cui i due lobi del vps potrebbero rimanere sotto i 60 gradi Nord a 10hpa. Si va dunque verso un evento assolutamente storico alla quota di riferimento dei 10hpa, la naturale conseguenza sarà così un indice NAM in picchiata anche verso i -4!
Cosa succederà però in troposfera? Si legge molto pessimismo nei vari forum,pessimismo dovuto soprattutto al fatto che le code dei GM non mostrino ancora scenari esaltanti per la nostra penisola. L'assetto troposferico tuttavia non mostra un solo indice contrario alla propagazione dell'anomalia di geopotenziali,anzi! Molto favorevoli ad una fase invernale eccezionale sull'europa sono (a nostro avviso) un'anomalia ENSO non troppo forzante,il riassetto verso est delle anomalie positive nelle SSTA atlantiche e l'enorme SNOW-COVER euro asiatico.
Ci apprestiamo dunque a vivere un evento straordinario dalla stratosfera fino ai nostri "piani" con l'europa centrale che da metà mese potrebbe precipitare in un freezer siberiano e la nostra Italia che difficilmente potrà rimanerne fuori.
Al momento risulta quasi impossibile stabilire con certezza quale sarà la futura evoluzione,i GM nonostante non mostrino ancora scenari gelidi non hanno ancora sfornato un run coerente con un altro,sintomo di grandissima incertezza.
Rimaniamo dunque ancorati alla nostra prima ipotesi,ovvero quella che prevede una prima fase continentale di gelo particolarmente intenso ad iniziare dal 12-15 gennaio,in seguito alla prima divisione dei lobi del vps la quale manterrà però un asse ancora favorevole ad un'ingerenza canadese.
 Questa prima fase porterebbe il gelo siberiano sul Mediterraneo,favorendo però le regioni del centro-sud e del versante adriatico. In un secondo momento la rapida rotazione dell'asse indotta dal possente anticiclone azzorriano stratosferico innescherà un'elevazione azzorriana in pieno atlantico e la circolazione si farà più meridiana,coinvolgendo maggiormente il centro nord con diffuse nevicate.
 Il lungo periodo freddo e a tratti gelido per l'europa dovrebbe proseguire almeno fino alla prima decade di febbraio,sebbene non sono da escludersi brevi pause "atlantiche" durante le quali l'aflusso di aria mite relegherà la neve solo in alcune zone del nord.

mercoledì 19 dicembre 2012

SFIORATO IL GRANDE GELO PER LE FESTE: NUOVO ASSALTO A GENNAIO?

A volte le previsioni riescono, a volte invece falliscono. A volte semplicemente si riesce soltanto a "sfiorare" la dinamica esatta,andandoci tremendamente vicino ma fallendo comunque. Questo è un po' quello che accadrà durante le festività natalizie, quando sembra ormai scontato, sfumerà la previsione fatta oltre 10 giorni fa (quindi a circa 20 giorni dal probabile evento) di gelo continentale.
 I meno esperti sicuramente alzeranno gli occhi al cielo e penseranno: "per oggi  era previsto gelo e neve e invece non si è realizzato niente di tutto questo,pessime previsioni",dal loro punto di vista avranno anche ragione,tuttavia vorremmo difendere una categoria,quella dei "previsori a lungo termine" noti sui forum come LONGERS i quali spesso sbagliano molto meno di quello che si possa pensare.
 Ecco ad esempio due carte,una rappresenta l'ipotesi fatta tempo fa circa il periodo natalizio (previsione a 20 giorni) quando ancora nessun GM lasciava intravedere questa strada,l'altra rappresenta ciò che al 90% si verificherà. Si notano esattamente le stesse figure bariche: 2 cunei di alta pressione,un affondo atlantico e un nucleo gelido ad est vicinissimo al Mediterraneo.
L'errore sta nel posizionamento,spostato ad est di soli (a livello emisferico) 4-500km,ma il risultato sarà profondamente diverso: passeremo dal gelo russo (quello previsto) ad una rimonta di aria calda subtropicale (ciò che si verificherà). Ciò testimonia come una previsione sostanzialemente indovinata risulta praticamente annullata da alcuni dettagli. Alla fine agli occhi dei più è un errore madornale,tuttavia le basi del ragionamento erano buone e si è sfiorato il colpaccio,dunque nonostante il fallimento a  livello locale rimane la grande soddisfazione di aver giustamente inquadrato il movimento a livello emisferico-europeo.
Chiuso il discorso e guardiamo avanti,cosa sta succedendo? Le dinamiche attualmente sono in mano alla stratosfera dove va concludendosi l'ennesimo strat-cooling che vede un'altra volta riproporsi la "commedia" NAM o non NAM.
In questi giorni infatti verrà nuovamente sfiorata la soglia dell'indice NAM (+1,5) e probabilmente ancora una volta ci si fermerà su valori leggermente al di sotto. Il momentaneo rinforzo del vps,seguito dalla sua migrazione verso la siberia orientale ha lasciato e lascerà campo libero ad un flusso più mite occidentale con gelo veramente consistente subito ad est del nostro paese.
Nei prossimi giorni in particolare al centro nord avremo un clima tipico del periodo tardo autunnale con cieli coperti,nebbie estese e qualche pioggia piuttosto debole. Le temperature si manterranno basse nei valori massimi per effetto della copertura nuvolosa mentre difficilmente le minime scenderanno sotto lo zero.
 Le umide correnti atlantiche porteranno un peggioramento venerdì 21,peggioramento che dovrebbe riguardare principalmente il centro sud con piogge anche insistenti sulle coste tirreniche e neve oltre i 7-800m sui rilievi di emilia e toscana e a quote più elevate scendendo verso sud. Sabato 22 il tempo migliorerà ma al centro nord rimarrà coperto e si ripresenteranno le nebbie,meglio al centro-sud dove potrebbe nuovamente spuntare il sole con temperature basse anche nei valori massimi al nord ma molto più elevate al sud.
 Da Domenica 23 a Martedì 25 l'italia subirà l'attacco dell'anticiclone sub-tropicale a causa di un affondo molto occidentale in pieno atlantico. Nella prima fase,quella di avvicinamento, nella giornata di domenica avremo ovunque un rialzo termico ma cieli coperti con deboli piogge al centro-sud ed in particolare lungo il versante tirrenico.
 La Vigilia ed il giorno di Natale invece trascorreranno all'insegna del caldo fuori stagione al sud mentre al centro-nord le nubi basse e le nebbie manterranno le temperature non troppo alte in pianura,decisamente più caldo in montagna.
Dalla sera del giorno di Natale aria più fredda potrebbe affluire dal grande serbatoio gelido presente immediatamente ad est e determinare un nuovo calo delle temperature. Il giorno successivo poi potremmo assistere anche ad interferenze umide atlantiche le quali potrebbero riportare,oltre che ad un nuovo peggioramento,anche a nevicate a quote collinari al nord e forse,anche se con molta difficoltà, a qualche fenomeno nevoso al piano,soprattutto al  nord-ovest.
Concentriamoci adesso come sempre sulle previsioni a più lungo termine. Come detto la scena sarà dominata da un importante spostamento (su base stratosferica) del vortice polare verso la siberia,spostamento che in troposfera verrà rafforzato dalle anomalie positive a largo del Canada le quali consentiranno un rialzo di geopotenziali,e quindi il consolidamento di una zona di alta pressione che terrà relegato il vp verso EST. 
Tale dinamica favorirà ancora una volta l'assenza di affondi in zona canadese e di conseguenza l'impossibilità di elevazione verso nord-est dell'anticiclone azzorriano,il quale non potrà fare altro che unirsi al collega nord americano (quindi piegare verso Nord-ovest). Si andrà consolidando così quello che negli ultimi anni è conosciuto come "dipolo artico positivo",ovvero una nuova definizione del termine AO- in cui il nucleo di vorticità facente capo al vp è completamente dislocato sulla parte orientale dell'emisfero nord. In stratosfera partirà un intenso warming il quale però rimarrà stazionario sulla siberia,senza riuscire a convergere verso il polo e di conseguenza non farà altro che potenziare la wave1 (aleutinico) con annesso stress per il vps e nuova dislocazione sempre verso la siberia. In questa fase difficilmente si avranno le condizioni tali per far si che il gelo russo raggiunga il mediterraneo,ma è probabile che si assista a movimenti preparatori molto rari da vedere,con termiche da record a 850hpa in discesa verso la russia europea dove il serbatoio gelido raggiungerà i livelli dei più freddi inverni europei. 
Il fallimento in stratosfera del primo warming potrebbe fare la nostra fortuna,il vps infatti ne uscirà rinvigorito (anche se sarà un recupero momentaneto) e soprattutto ruoterà il suo asse. In questa fase non si avrà un split e quasi certamente nemmeno un MMW,ma tale movimento dovrebbe favorire una maggior attività del vortice polare canadese in troposfera,il che consentirebbe un'elevazione verso nord est dell'azzorriano.
Tra inizio gennaio e il 10-12 del mese ci attendiamo pertanto una fase fredda (probabilmente a causa della qualità delle masse d'aria anche particolarmente gelida) sul mediterraneo,un episodio piuttosto rapido ma che potrebbe essere anche il "più freddo" della stagione.
 La rasoiata da nord est potrebbe poi lasciare il posto ad un recupero dell'attività atlantica con neve al nord e rialzo termico al centro sud per correnti occidentali più miti (10-12 gennaio/15-17 gennaio). Dal 15-17 gennaio in poi potremmo assistere all'innesco di un warming molto potente che potrebbe partire stavolta dalle più alte quote (1-2hpa) stratosferiche e generato dall'attrito che verrà a crearsi nei prossimi giorni quando ad un vps indebolito a 10hpa corrisponderà invece un vps ai massimi di attività a 1-2hpa. Si andrebbe insomma incontro ad un MMW,il che non necessariamente prelude a gelo e neve su tutta la penisola. 



Non è il momento di soffermarsi sui dettagli di una dinamica così complessa quando ancora non vi è nessun segnale in tal senso,possiamo solo ipotizzare una seconda parte di gennaio gelida sull'europa centro-occidentale,con freddo che potrebbe limitarsi al centro nord del nostro paese (freddo stavolta nevoso) lasciando il centro sud sotto un richiamo più mite.

sabato 8 dicembre 2012

L' ATLANTICO RESPINGERA' IL GELO SIBERIANO,RITIRATA SOLO TEMPORANEA?

Nelle stagionali pubblicate ad agosto avevamo parlato di una fine di novembre perturbata e di un inizio Dicembre via via più freddo,ancora piovoso e con quota neve in calo fino alla pianura soprattutto al centro nord.
 Molte cose sono successe,soprattutto nel mese di novembre e soprattutto in stratosfera (sfondamento della soglia del NAM di +1,5) ma possiamo dire che la previsione è stata centrata in pieno visto che si sono appena concluse le prime nevicate in pianura al nord,anche se non si può certo parlare di evento eccezionale. Riguardo la seconda parte di Dicembre, per la quale avevamo previsto l'arrivo dell'episodio gelido più importante di questa stagione 2012/2013, invece le cose si sono leggermente complicate.
 Rimane ancora molto probabile un evento freddo estremamente importante anche per il mediterraneo nella prima parte dell'inverno,ma è possibile che il target si possa spostare dal 20 dicembre (data approssimativa) verso le festività e forse anche fine anno o primi giorni del 2013. Il tutto per il verificarsi di una dinamica stratosferica definibile come Canadian Warming (sebbene con alcuni aspetti non proprio canonici) la quale porterà nei prossimi giorni un temporaneo rinforzo del vortice polare stratosferico ritardandone lo split e dunque gli effetti in troposfera.
Il rinforzo del vps è stato comunque ben assorbito ai "nostri piani",visto che l'indice AO è rimasto negativo e anzichè un clima piatto e anticiclonico ci siamo trovati sotto numerose perturbazioni nord atlantiche con annessa aria fredda che ha permesso le nevicate a bassissima quota. Abbiamo infatti avuto un assaggio di circolazione continentale,la quale a dir la verità,nonostante l'avvicinamento verso ovest dell'alta pressione russo-siberiana, non è riuscita e non riuscirà ad impossessarsi del mediterraneo.
Nei prossimi giorni infatti un nucleo di aria gelida si addosserà alle Alpi,scivolerà poi verso i Balcani e verrà infine richiamato sull'europa centro-occidentale proprio nel momento in cui avrebbe potuto sferrare l'assalto decisivo alla nostra penisola. Il risultato sarà una fredda circolazione orientale fino a venerdì pur senza termiche da record,quindi l'innesco di venti umidi meridionali dal prossimo week end,con possibili nevicate anche in pianura in particolare al nord ovest.
 Tale venti si attiveranno grazie al ricongiungimento tra aria siberiana e ramo atlantico del vortice polare canadese,aggancio che avverrà in pieno atlantico,piuttosto basso di latitudine.
 I dettagli di questa dinamica sono molto difficili da prevedere e anche i GM fanno fatica ad inquadrare l'esatta evoluzione,si tratta però di cambiamenti che ,sebbene potrebbero fare la differenza per il nord ovest italiano in termini di neve al piano, non saranno in grado di stravolgere il quadro generale. Riassumendo almeno fin verso il 18-20 dicembre saremo sotto l'influenza di un atlantico in gran forma il quale determinerà il rialzo delle temperature e un clima tipico tardo autunnale soprattutto al centro nord con cieli coperti e neve sulle alpi.
LUNEDI' 10 DICEMBRE: Il nucleo di aria gelida si addosserà alle alpi favorendo la formazione di un debole minimo di bassa pressione sul mediterraneo occidentale,si attiveranno correnti occidentali meno fredde e più umide con minime in rialzo ovunque, cieli coperti soprattutto al centro con piogge sui versanti tirrenici (localmente potremmo avere ancora delle nevicate fino in pianura su alcune zone dell'alta toscana). La neve cadrà abbondante sull'appennino centro-meridionale attorno ai 7-800m.
MARTEDI' 11 DICEMBRE: l'aria fredda scivolerà verso i balcani,i venti si disporanno da nord e le temperature caleranno su tutta la penisola con tempo soleggiato ma freddo al centro nord. Lungo l'adritatico i venti freddi settentrionali porteranno precipitazioni che potrebbero essere nevose anche in pianura tra romagna e marche,oltre i 4-500 metri più a sud.
MERCOLEDI' 12 DICEMBRE: da mercoledì inizierà l'inesorabile risalita del nucleo freddo verso nord ovest,oltre le alpi passando sull'europa centrale,attratto dalle ingerenze atlantiche del ramo canadese del vortice polare. Al centro nord avremo ancora tempo stabile e soleggiato con minime in calo e massime stabili,mentre al centro sud lungo il versante adriatico continueranno le nevicate anche a quote prossime alla pianura.
Tra giovedì e venerdì cesserà l'afflusso di aria fredda ed inizierà quello di correnti umide occidentali che determineranno una rapida risalita delle temperature,in questa fase sarà possibile il verificarsi di nevicate anche in pianura soprattutto al nord ovest,in particolare tra piemonte e liguria,anche se si tratterà di fenomeni momentanei,destinati a trasformarsi poi in pioggia per un ulteriore rialzo delle temperature anche in quota.
La fase atlantica potrebbe andare avanti come detto almeno fin verso il 18-20 dicembre pur senza vedere particolare affondi sul mediterraneo e dunque senza piogge particolarmente intense.
Cosa potrebbe accadere poi al resto di dicembre e durante la prima parte di gennaio? Per prima cosa si nota ormai da diversi run una costante tendenza del vortice polare stratosferico a delocalizzarsi verso la siberia orientale,dunque potremmo escludere al momento un nuovo ESE di tipo cold,ovvero un nuovo superamento della soglia positiva del NAM.
 Anzi questo primo importante movimento potrebbe determinare in troposfera una nuova,e stavolta più convinta fase continentale,con l'Italia che si troverebbe dopo il 20 dicembre e durante le festività natalizie sotto correnti gelide da est probabilmente piuttosto secche (ma questo andrà valutato al momento). Potrebbe anche trattarsi della fase più fredda della stagione,sebbene scarsamente nevosa dovuta ad una fuga verso la siberia orientale del vortice polare che lascerebbe campo libero ad una possente figura alto pressoria estesa dal Canada alla siberia quasi initerrottamente. 
Un vortice polare stratosferico posizionato in questo modo però porterebbe ancora una volta all'ormai noto bivio: se si innescheranno warmings importanti (ipotesi molto probabile) in breve tempo si giungerà ad un MMW di tipo split (anche se rimarrebbe da verificare l'inclinazione dell'asse prima di poter fare ulteriori ipotesi "gelide"),se viceversa si dovesse trattare di un disturbo temporaneo è molto probabile che il vps possa rapidamente tornare centrato sul polo (stavolta esattamente in quella che è la sua sede originaria) con uno strat-cooling probabilmente definitivo per le sorti invernali (gennaio e gran parte di febbraio in regime di AO positiva). L'evoluzione fa ancora una volta propendere per l'ipotesi numero uno,un vortice polare in quella posizione infatti dovrebbe innescare un warming fulmineo,gli effetti quindi potrebbero essere anche sorprendentemente rapidi,con split in troposfera rapidissimo (fine anno/inizio 2013?) la seconda ipotesi,quella di SC,non è tuttavia ancora escludibile ma probabilmente richiederebbe tempi più lunghi (NAM> +1,5 attorno al 10-15 gennaio?). 



Nel frattempo come detto in troposfera dovrebbe tornare in grande spolvero l'anticiclone siberiano a partire dal 20 con apice durante le feste. Solitamente si tratta di dinamiche gelide ma poco ricche di nevicate al centro nord,con precipitazioni concentrate al centro sud e lato adriatico,tuttavia potrebbe permanere ancora una residua attività atlantica in grado di portare bianche sorprese anche al nord,se non addirittura SOLO al nord,nel caso il flusso atlantico dovesse ancora agganciare quello siberiano. Dicembre quindi dopo una breve pausa tra il 13 e il 20 potrebbe ripartire all'isnegna del freddo vero!

mercoledì 28 novembre 2012

BREVE AGGIORNAMENTO: INTENSO MALTEMPO FINO A DOMENICA,POI GRAN NEVE ANCHE A QUOTE BASSE. GELO CONFERMATO DAL 20 DICEMBRE?

Questa mattina trovano conferme le ultime previsioni effettuate circa una fase di intenso maltempo in particolare lungo le coste tirreniche,la toscana e al nord est. La prima vera crisi stagionale del vortice polare ha infatti consentito un poderoso affondo freddo con direttrice molto occidentale il quale ha scavato un minimo di bassa pressione sul mediterraneo centrale.
La forte differenze di temperatura tra l'aria fredda nord atlantica e i miti venti di scirocco,unita al calore ancora posseduto dal mar tirreno, ha permesso e permetterà le genesi di pericolosissimi temporali autorigeneranti. Uno di questi temporali (che devono la loro pericolosità alla loro stazionarietà,presentando una durata di alcune ore sulle stesse zone anzichè i consueti 30-40 minuti di un normale temporale) ha colpito ieri pomeriggio anche Firenze,un altro invece ha interessato stanotte l'alta toscana.
Attualmente il minimo di bassa pressione si sta approfondendo assumendo le caratteristiche di un piccolo ciclone,e nelle prossime ore muoverà verso est puntando la toscana con nuove intense piogge,temporali molto forti e venti che,date le isobare molto strette del sistema,soffieranno impetuosi da sud-ovest. Ancora maltempo insomma,almeno fino a domani pomeriggio,altre 24-36 ore di piogge continue che dovranno mettere in allarme soprattutto l'alta toscana ed il nord est dove i quantitativi già caduti sono attorno ai 60-70mm e dove ne cadranno come minimo altrettanti. Il maltempo non allenterà la presa nemmeno nel week end quando però entrerà in gioco aria fredda in discesa dal polo.
 L'arrivo di correnti fredde permetterà la cessazione dei fenomeni temporaleschi più violenti e determinerà un attenuazione dei fenomeni che si faranno meno diffusi e più intermittenti. Tra sabato e lunedì in particolare l'aria fredda potrebbe aggirare le alpi da ovest e gettarsi nuovamente sul tirreno dove alcuni modelli intravedono la possibilità della formazione di un nuovo minimo di bassa pressione.
Un momentaneo cedimento del blocco in atlantico parrebbe tuttavia favorire una rapida evoluzione di questo nuovo peggioramento,in rapido spostamento verso est,l'aria fredda quindi potrebbe affluire più come venti di tramontana che di libeccio,scongiurando il pericolo di copiose nevicate anche al piano.
Nonostante vi sia ancora grandissima incertezza,ad oggi potremmo dire che nel week end (e più probabilmente tra domenica e lunedì) un rapido peggioramento a carattere invernale potrebbe portare la neve fino in pianura al nord,soprattutto nord-est ed emilia romagna,anche se si tratterebbe di precipitazioni piuttosto rapide.
Anche la toscana settentrionale potrebbe godere di neve a quote molto basse,fino nei fondovalle appenninici,e localmente qualche fiocco anche sulla piana,il tutto però probabilmente nella fase finale delle precipitazioni quando i venti da nord-est isoleranno i fenomeni in appennino.
 Anche la prossima settimana sembra poter essere caratterizzata da tempo instabile,ma al momento è difficile poter dire di più,non è ancora chiaro infatti se avremo un nuovo tentativo di elevazione azzorriano oppure una fase caratterizzata da una rapida successione di perturbazioni atlantiche piuttosto fredde. Sicuramente possiamo confermare l'ipotesi fatta tempo fa: prima parte di dicembre tutta dedicata alla neve copiosa su alpi e appennini che dovrebbero davvero fare il pieno.
Infine due parole sull'evoluzione futura,vi è molta incertezza sulle dinamiche tropo/stratosferiche,tuttavia le ipotesi di forte risalita dell'indice AO sembrano venire meno,con tale indice che potrebber addirittura rimanere negativo per gran parte del mese di dicembre. 
Il vortice polare in stratosfera dovrebbe come ipotizzato andare incontro ad una breve fase di riaccorpamento,ma completamente fuori sede con venti zonali ancora molto deboli.
 Continuiamo quindi ad ipotizzare un nuovo poderoso disturbo tra 15-20 dicembre con nuovo tentativo di split e fase gelida in europa. Oggi vorremmo anche azzardare che,nel caso tale dinamica si verificasse, un nuovo crollo dell'indice AO potrebbe favorire discese molto occidentali (verso GB e francia) che potrebbero mettere al limite degli eventi più estremi la nostra regione,mentre il centro sud potrebbe trovarsi sotto correnti miti da sud-est. 
Nel caso invece prevalga l'altra ipotesi,quella di una ripartenza più vivace del vortice polare,l'indice AO potrebbe non scendere su territori troppo negativi, favorendo un maggior coinvolgimento dell'intera penisola da parte di quella fase molto fredda europea che appare quasi inevitabile attorno al 20 dicembre!

sabato 24 novembre 2012

PIOGGE E TANTA NEVE IN ARRIVO,POI IL GELO NONOSTANTE IL NAM?

Le previsioni stagionali pubblicate il 22 settembre parlavano di una seconda parte del mese di novembre caratterizzata da un calo degli indici NAO e AO con piogge e neve in montagna in arrivo sulla nostra penisola e, a seguire, una possibile grande crisi del vortice polare con gelo e neve anche in pianura nel corso del mese di Dicembre.
 L'evoluzione sopraggiunta in stratosfera ha però reso necessario una messa in stabd-by di tali tendenze a causa di uno strat-cooling durante il quale il vortice polare si è chiuso su se stesso andando a sfondare la fatidica soglia di + 1,5 del NAM. Come già avevamo accennato un superamento di tale soglia positiva determina in circa 8 casi su 10 un lungo periodo di AO+ (una media di 45 giorni che può arrivare fino a 60!) con clima caratterizzato da alternanza di alta pressione,veloci e poco incisive perturbazioni e qualche refolo freddo da est sul mediterraneo.
Esistono chiaramente delle eccezioni,rappresentate dai restanti 2 casi su 10 in cui l'indice AO non risente del condizionamento stratosferico e anzi si comporta in modo opposto. Possiamo ormai affermare che questo novembre 2012 entra nel caso delle eccezioni,infatti nonostante un NAM ben positivo e giunto a sfiorare il valore di +2, il vortice polare in troposfera andrà incontro ad un poderoso split da qui a 5 giorni,con indice AO che precipiterà su valori negativi degni di anni molto particolari come il 2009 o il 2010.
 Non solo la troposfera farà di testa sua,ma anzi forzerà la mano propagando lo split fino alle quote più alte,anche alla soglia di riferimento dei 10hpa infatti avremo un vps bilobato,bilobazione che non appare risolversi in tempi brevi e che anzi verrà seguita da una forte delocalizzazione.
Il tutto si verificherà senza la partenza di un vero e proprio warming,anzi la bilobazione del vps avverrà in concomitanza ad un suo deciso raffreddamento,mossa quest'ultima che verosimilmente segnerà una crisi ancora più grave con ESE di tipo warm (ovvero sfondamento della soglia opposta del NAM,quella negativa posta a -3) che potrebbe assumere il carattere di MW di tipo split entro il mese di dicembre. Lo split troposferico in arrivo in questa settimana può quindi essere considerato una sorta di prova generale,o un primo assalto al vps,che verosimilmente fallirà ma che lo lascerà alle corde pronto ad andare KO al successivo forcing.
Sulla nostra penisola il segno del cambiamento sarà dato da un affondo molto occidentale,almeno nella sua prima fase,che attiverà intense correnti dal nord africa,in grado di portare nuovamente piogge molto intense, tanto che l'evoluzione andrà monitorata attentamente poichè potrebbero esserci nuovi rischi di fenomeni alluvionali.
Successivamente aria più fredda da nord-est seguirà il "solco barico" lasciato da questo primo affondo e affluirà sul mediterraneo attraverso la Francia,determinando la sostituzione delle miti correnti di scirocco con più freddi venti di libeccio,con piogge battenti al centro-nord e neve in calo repentino di quota,fino a sfiorare il piano al nord!
MARTEDI' 27 NOVEMBRE: martedì ci raggiungerà il primo vero peggioramento che come detto sarà accompagnato inizialmente da intensi venti di scirocco. Come già visto nelle precedenti perturbazioni di questo stampo, le piogge più intense si concentreranno su nord ovest e triveneto,con fenomeni molto forti anche tra liguria ed alta toscana,piogge più deboli interesseranno anche il centro sud tirrenico. Le temperature si manterranno su valori sopra la media del periodo,in particolare al sud dove splenderà il sole e le massime saliranno notevolmente.
MERCOLEDI' 28 NOVEMBRE: durante la giornata il minimo di bassa pressione dovrebbe spostarsi verso est, richiamando aria più fredda da nord est. In questo contesto dovrebbe approfondirsi un minimo di bassa pressione sul tirreno con l'attivazione di venti più occidentali e peggioramento del tempo in estensione a gran parte del paese. Anche il centro sud vedrà arrivare piogge molto intense,mentre il nord est sarà sempre interessato da fenomeni insistenti che potrebbero anche determinare situazioni di allarme. L'aria più fredda in arrivo consentirà l'abbassamento della quota neve che in serata si porterà attorno ai 1200 m soprattutto sulle dolomiti.
GIOVEDI' 29 NOVEMBRE: Ancora maltempo su gran parte del paese,con temperature in calo e neve in arrivo fino ai 600m sulle alpi e attorno agli 800m lungo la dorsale appenninica. Il maltempo dovrebbe concentrarsi soprattutto al nord-est,toscana e al centro sud in particolare lungo il versante tirrenico.
Nel fine settimana la situazione non parrebbe essere destinata a cambiare molto,proprio per questo si può ipotizzare che vi saranno rischi di fenomeni alluvionali,per l'insistenza delle piogge che in alcune zone potrebbero andare avanti dal martedì (soprattutto al nord est e centro sud lato tirrenico).
Le temperature caleranno costantemente portando tanta neve sulle alpi e sull'appennino come da previsione stagionale.
Vista la delicatezza della situazione appare molto difficile spingersi oltre,ma quello che si intravede ad oggi dai GM appare molto interessante. Questa prima fase di forte crisi del vortice polare infatti potrebbe risolversi con un  ingresso di aria molto fredda dalla valle del rodano per i primi di dicembre,aria fredda deviata dalla sua traiettoria occidentale da una temporanea ripresa del vortice polare ( e quindi un temporaneo rialzo dell'indice NAO). Se confermata tale evoluzione potremmo avere la prima neve in pianura,soprattutto al nord ed emilia romagna,ma anche la toscana potrebbe ricevere qualche gradita sorpresa! Dovremo tuttavia attendere numerosi run in quanto in queste condizioni sono possibili anche clamorosi ribaltamenti.
Infine chiudiamo l'analisi della situazione tropo/stratosferica e quindi delle previsioni a lungo termine. Il disturbo di cui abbiamo già parlato precedentemente provocherà una forte crisi del vortice polare su tutta la colonna,con annessa discesa dell'indice NAM anche su valori molto negativi (secondo le carte ECMWF di stamattina potremmo arrivare a sfiorare il -2). 
Tuttavia questo primo forcing,anche perchè non sostenuto da un warming, non riuscirà ad indurre un MW,d'altronde non siamo ancora abbastanza in là con l'andamento stagionale per poter ipotizzare un evento del genere. 
Il vps quindi tenderà a riaccorparsi raffreddandosi ulteriormente (normale raffreddamento che segue ogni forte disturbo), tale rinforzo però parrebbe avvenire con un vps completamente fuori dalla sua sede originaria,ciò comporterà probabilmenTe due conseguenze:
1) la prima già visibile nel lungo termine dei GM sarà la partenza di un warming aleutinico,con wave 1 in grande spolvero,la quale manterrà probabilmente il vps lontano dal polo nord e in una costante ellitticizzazione.
2) la seconda al momento soltanto ipotizzabile prevede una nuova potente attivazione della Wave 2 (atlantica) che, attorno al 10-15 dicembre, completerebbe l'opera splittando stavolta in modo definitivo il vps con NAM < -3 e conseguente ondata di gelo sull'europa centro-occidentale attorno al 15-20 dicembre.
La seconda ipotesi però potrebbe essere sostituita da un nuovo riaccorpamento del vortice polare,con nuovo cooling e nuovo aumento del NAM,il che potrebbe rimandare,se non annullare, il possibile MMW. In tal caso le potenzialità di questo inverno si ridurrebbero molto,ma questa ipotesi sembra perdere di quotazioni giorno dopo giorno,nonostante la logica del superamento del NAM la vorrebbe come la più probabile.
 E' inutile infine ricordare che proprio perchè ci troviamo in una situazione di eccezione alla regola può ancora accadere di tutto (o quasi),e per questo motivo invitiamo a non guardare i GM a 500hpa oltre le 200 ore ma a concentrarsi sull'osservazione della stratosfera dalla quel nei prossimi giorni giungeranno risposte fondamentali per il nostro inverno.

sabato 17 novembre 2012

CLIMA AUTUNNALE MA NON FREDDO,POI SFIDA TRA STRATOSFERA E TROPOSFERA?

Dopo le piogge alluvionali stiamo vivendo una fase anticiclonica che comporta minime basse anche se non freddissime e locali nebbie e foschie. Nelle ore più calde invece le temperature risultano nettamente sopra la norma,segno di un autunno che ancora non ha pienamente ingranato la marcia.
 All'orizzonte però si profila un nuovo cambio circolatorio, che come vedremo trova le sue basi non solo in troposfera ma anche un po' più in alto e che sarà il risultato di una lieve risalita dell'indice AO conseguente ad un aumento del NAM e di una lieve discesa di quello NAO,discesa stavolta determinata dal particolare assetto delle SSTA. La configurazione che verrà ad instaurarsi nei prossimi giorni potrebbe farci compagnia, seppure intervallata anche da rapidi e poco duraturi cambi, per quasi un mese,fino almeno alla fine della seconda decade di dicembre.
Sul mediterraneo infatti si alterneranno frequenti ondulazioni atlantiche,le quali spesso andranno in cut-off determinando forti peggioramenti al centro sud e sulle isole,soprattutto lungo i versanti tirrenici. Tale evoluzione sarà dovuta ai costanti tentativi di elevazione dell'anticiclone delle azzorre che,atratto dalla particolare disposizione delle anomalie delle acque superficiali atlantiche, tenderà spesso a puntare verso nord. In una situazione in cui la stratosfera non avesse forzato la mano,ci saremmo ritrovati quindi sotto frequenti scambi meridiani,che avrebbero portato forte maltempo e freddo precoce su gran parte del centro nord.
 Il vortice polare però è riuscito nel suo tentativo di condizionare la circolazione atmosferica in troposferica tramite uno strat-cooling che ha sfiorato (o superato di poco) la fatidica soglia di + 1,5 del NAM. Questo evento tenderà a condizionare il segno dell'indice AO nei prossimi giorni,anche se come vedremo la durata degli effetti non è assolutamente scontata a differenza del novembre/dicembre 2011.
L'azzorriano dunque non riuscirà almeno per il momento ad elevarsi troppo a nord e dovrà piegare la testa in questi primi tentativi sotto la spinta del vortice polare,il quale tuttavia (sempre a causa delle particolari SSTA) si troverà molto spostato ad est,in pieno atlantico.
Gli effetti di questo assetto circolatorio saranno appunto continui cavetti atlantici in entrata verso il mediterraneo,in una prima fase gli affondi saranno molto meridionali (nord africa) e questo favorirà il centro sud tirrenico in quanto a precipitazioni. In una seconda fase però le perturbazioni in arrivo da ovest tenderanno a coinvolgere maggiormente il centro nord,con aria leggermente più fredda,in questa fase (25 novembre-20 dicembre) le alpi potrebbero essere le grandi protagoniste,con copiose nevicate anche a quote non eccessive.
 Alle frequenti perturbazioni potrebbero alternarsi fasi di alta-pressione, tuttavia sempre molto brevi e che potrebbero evolvere a ponte con l'alta russa,un ponte comunque piuttosto basso di latitudine,in grado di far affluire aria più fredda da est sulla nostra penisola,senza però dare vita ad episodi particolarmente eclatanti.
Nei prossimi giorni i tempo si presenterà autunnale su gran parte del territorio nazionale, da domani pomeriggio (domenica) avremo un primo affondo piuttosto meridionale che determinerà un peggioramento del tempo soprattutto al centro-sud e lungo il versante tirrenico.
Lunedì i venti si disporranno maggiormente da nord est consentendo piogge abbondanti non solo al centro sud ma anche su gran parte del versante adriatico e del nord est,sulle restanti  regioni avremo cieli coperti con deboli precipitazioni,le temperature caleranno nei valori massimi ma rimanendo sempre al di sopra delle medie stagionali con la neve che faticherà a cadere anche sulle più alte cime appenniniche. Martedì avremo pochi cambiamenti con piogge che insisteranno al centro-sud e lungo il versante adriatico mentre qualche schiarita si farà spazio al centro nord,in particolare sui settori occidentali. Mercoledì e giovedì dovremmo invece assistere ad una temporanea ripresa dell'alta pressione che però già dalle prime ore di giovedì lascerà il posto ad un nuovo affondo atlantico,stavolta un po' più convinto, il quale porterà le prime piogge a partire da liguria e piemonte. Il prossimo week end infine potrebbe nuovamente trascorrere all'insegna del maltempo,stavolta con un coinvolgimento più deciso anche del centro nord,ma con temperature che,seppur in diminuzione a causa delle piogge, dovrebbero comunque rimanere su valori nettamente al di sopra delle medie, a causa delle correnti calde ed umide provenienti dal nord africa che interesseranno la nostra penisola.
Eccoci infine al momento di aggiornare le previsioni stagionali,premettiamo subito che l'aggiornamento di oggi sarà molto audace visti i segnali che abbiamo in questi giorni. Il superamento della soglia del NAM ( NAM > +1,5) e soprattutto i valori ancora più positivi che tale indice potrebbe raggiungere nei prossimi giorni, dovrebbero indurci a decretare un periodo piuttosto lungo (diciamo 45 giorni) di AO nettamente positiva,con mediterraneo ed europa centrale sotto il dominio anticiclonico dell'alta pressione. 
Negli inverni dal 1980 ad oggi si sono verificati 20 casi di strat-cooling con sfondamento della soglia di + 1,5 del NAM,in 15 casi abbiamo avuto almeno un mese e mezzo di AO fortemente positiva in troposfera, potremmo quindi dire che nel 75% dei casi vale la regola del NAM. Tuttavia questa statistica è falsata da un paio di eventi avuti negli anni recenti (uno in particolare nel 2009) in cui lo SC non ha dato effetti a causa delle particolarissime condizioni troposferiche (condizioni che non hanno niente a che vedere con le attuali),perciò la percentuale potrebbe salire anche al di sopra dell'80%.
 Nonostante questa forte correlazione che andrebbe certamente considerata come la forzante principale almeno fino a gennaio,ci piace pensare che la previsione circa un dicembre freddo e nevoso rimanga confermata. 
Questa scelta è sicuramente azzardatissima,e probabilmente potrebbe rivelarsi errata se nei prossimi giorni l'anomalia di geopotenziali scendesse lungo la colonna del vortice polare fino a determinare un AO molto positiva,situazione tutt'altro che improbabile. Tuttavia abbiamo una situazione particolare in troposfera,dovuta principalmente alle importanti anomalie positive in area RM le quali ostacoleranno il vortice polare troposferico. 
In stratosfera infatti (10hpa) il vortice polare tenderà a delocalizzarsi andando a posizionarsi proprio tra Canada e USA orientali,dove probabilmente si chiuderà ancora di più ( in questa fase il NAM potrebbe salire fino a sfiorare i +2). In troposfera però la situazione sarà molto diversa,il particolare assetto delle SSTA infatti consentirà lo stazionamento di anomalie positive di pressione (alta pressione) proprio dalla zona RM fin verso il polo,esattamente in quella posizione in cui si troverà il collega stratosferico. 
Il vortice polare ai piani bassi dunque si potrebbe trovare costretto a posizionarsi molto più ad est,tentando la conquista della siberia. Anche qui però troverà non poche difficoltà a causa dell'anticiclone siberiano nato in seguito ad un'ottima estensione dello snow-cover. Proprio questa differenza di "condizioni di salute" tra piani alti e piani bassi potrebbe innescare un possente warming  (nonostante le carte dei GM mostrino grandi disturbi azzorriani nel lungo,è probabile che il disturbo giusto avvenga molto più in la nel tempo, e che sia portato dall'anticiclone aleutinico) in grado di regalarci uno dei più precoci MMW degli ultimi tempi (nel caso non potrebbe quindi chiamarsi MMW visto che la M sta per "middle",ovvero indica che si tratta di un evento che avviene nella parte centrale della stagione) con sfondamento della soglia del NAM,stavolta però di quella negativa. 
Tutto ciò potrebbe portare quindi ad una prima parte di dicembre all'insegna di perturbazioni atlantiche per i motivi spiegati prima,mentre, approsimativamente dal 20 dicembre potrebbe iniziare una fase particolarmente fredda e nevosa,soprattutto al centro-nord. 
Tutta questa analisi rappresenta comunque l'ipotesi meno probabile al momento,diciamo che è un azzardo che ci sentiamo di fare,oltretutto si tratterà nel caso di un' "illusione" di breve durata visto che tra una decina di giorni potrà nel caso essere sostituita da una previsione quasi opposta. Uno strat-warming con sfondamento della soglia NAM ipotizzata tra il 15 e il 25 dicembre infatti dovrebbe mostrare i primi sintomi già verso il 25-30 novembre,si tratterà quindi di avere un po' di pazienza,non troppa in fondo!

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